Storia della Reggia

Una Reggia Ducale antica di 700 anni

La Reggia Ducale di Colorno sta avviandosi a compiere 700 anni.
Infatti il primo edificio qui innalzato fu la rocca costruita nel 1337 da Azzo da Correggio. Trasformato in dimora signorile da Barbara Sanseverino, il castello, insieme ai possedimenti della famiglia, venne confiscato dai Farnese nel 1611.
Ranuccio II, nel 1660, su istanza della moglie Margherita Violante di Savoia decise di costruire sul suolo precedentemente occupato dalla rocca di Barbara Sanseverino, l’attuale Palazzo Ducale. Il progetto fu portato a termine dal figlio Francesco Farnese con l’ausilio degli architetti Ferdinando Galli Bibbiena e Giuliano Mozzani. Nel 1731 alla morte, senza eredi, di Antonio, il Ducato di Parma e Piacenza passò al nipote Carlo III di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese e Filippo V di Borbone re di Spagna. Divenuto re di Napoli, nel 1734 egli trasferì nella città partenopea le collezioni farnesiane.
Nel 1749 l’erede del ducato Filippo di Borbone, fratello di Carlo, affidò all’architetto francese François Antoine Carlier l’incarico di ristrutturare gli appartamenti interni del Palazzo. Dopo il 1753 il Duca si avvalse della collaborazione di Ennemond Alexandre Petitot che progettò lo scalone prospiciente il giardino e la Sala Grande.
Alla morte di Ferdinando, figlio di Filippo di Borbone e succeduto al trono nel 1765, il Ducato di Parma venne annesso alla Francia. Nel 1807 venne dichiarato “Palazzo Imperiale” e si intrapresero nuovi lavori di ristrutturazione. Dopo il Congresso di Vienna (1816), il Ducato venne assegnato a Maria Luisa d’Asburgo, II moglie di Napoleone, la quale fece riaffrescare alcune sale.
Dopo l’Unità d’Italia e la cessione, da parte di casa Savoia, del Palazzo di Colorno al Demanio dello Stato italiano, esso venne acquistato nel 1871 dalla Provincia di Parma che lo utilizzò come Manicomio, poi soppresso.
Oggi la magnifica Reggia è visitabile e nelle sue sale, nei diversi Appartamenti, se ne legge tutta la lunga, affascinante storia. Sono visitabili anche la Chiesa Ducale di San Liborio e la grande Aranciaia. Sono luoghi che per oltre un secolo furono di sofferenza e che oggi un attento restauro ha restituito gioiosamente alla grande Storia.