Cappella Ducale di San Liborio

Nell’area occupata dalla chiesa attuale, nel 1722 il duca di Parma Francesco Farnese fece costruire un piccolo oratorio dedicato a san Liborio, che nel 1775 fu demolito per volere del duca Ferdinando di Borbone, allo scopo di sostituirlo con un nuovo luogo di culto di dimensioni molto più ampie, degne dell’adiacente reggia monumentale. Già intorno alla metà del XVIII secolo l’architetto Ennemond Alexandre Petitot aveva redatto un progetto per una nuova cappella, ma i lavori non erano mai stati avviati; il nuovo architetto Pietro Cugini, che ricevette l’incarico dal Duca, si ispirò proprio ai disegni del suo maestro, innalzando un grandioso edificio i cui lavori furono completati nel 1777, con la solenne consacrazione. Sempre nel 1777, dal piccolo oratorio furono anche traslati i resti del generale lorenese Léopold-Marc de Ligniville morto durante l’attacco di Colorno del 1 giugno 1734. Nel 1788, tuttavia, il duca Ferdinando decise di modificare l’orientamento della chiesa, all’epoca aperta verso il Palazzo Ducale, affidando il progetto all’architetto Donnino Ferrari; furono quindi invertite la facciata e l’abside, con l’edificazione delle strutture ancora oggi visibili, completate nel 1791. Nel 2010 furono avviati importanti interventi di restauro, che interessarono la facciata, il piazzale antistante, il campanile ed i prospetti degli edifici adiacenti e si conclusero l’anno seguente. Tuttavia, le scosse di terremoto del 27 gennaio del 2012 danneggiarono gravemente il grande complesso della reggia, tra cui la stessa Cappella Ducale, che per questo fu nuovamente sottoposta a lavori di restauro e soprattutto di consolidamento, che riguardarono le volte della navata, la torre campanaria, il timpano e le sculture della facciata; la riapertura dell’edificio avvenne solo nel luglio del 2013.

***

È inteso che tale servizio va considerato come una forma di difesa dovuta ma non tutela gli espositori in toto da eventuali danni all’interno degli spazi espositivi. In nessun caso lʼorganizzazione si assume responsabilità per i danni derivanti da furti, incendi, comunque provocati, agenti atmosferici quali vento, grandine, pioggia etc. o altre cause. Ciascun espositore dovrà dunque prestare la massima cura alla propria merce e alle proprie strutture espositive in ordine a prevenire tali danni.