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Torre delle acque

Il primo manufatto idraulico in corrispondenza della confluenza fra i canali Galasso e Lorno e il torrente Parma fu costruito intorno alla metà del XV secolo, probabilmente ad opera dell’ingegnere bolognese Aristotele Fioravanti. La zona costituiva già all’epoca un luogo strategico dal punto di vista idraulico, tanto che nei secoli successivi vi furono innalzati anche altri edifici legati allo sfruttamento dell’acqua: le cinquecentesche Case dei Pescatori, l’ottocentesco Mulino della Corona e la novecentesca Fabbrica dell’Ossigeno. Agli inizi del XVIII secolo lo sviluppo del grande parco del vicino Palazzo Ducale richiese la realizzazione di un nuovo impianto di sollevamento delle acque, che fosse in grado di alimentare le numerose fontane che arricchivano il giardino, tra cui quelle del Trianon e di Proserpina; il duca Francesco Farnese per questo incaricò della progettazione della torre l’ingegnere Jean Baillieul, che già stava lavorando alle opere idrauliche del parco. Con l’estinzione della dinastia dei Farnese nel 1731, tuttavia, il manufatto perse la sua originaria funzione di raccolta e convogliamento delle acque e cadde in disuso; fu quindi trasformato in edificio residenziale e nel XIX secolo furono addossati alle facciate sud-ovest e sud-est due nuovi corpi, contenenti rispettivamente un torchio da olio ed un pollaio, nelle condizioni odierne quasi completamente distrutto. Oggi la torre si presenta in stato di abbandono, ma un accordo firmato nel 2015 fra la famiglia Guiducci, proprietaria dell’edificio, e l’associazione Agrithermae ne prevede la risistemazione e messa in sicurezza, con lo scopo di realizzarvi un impianto per la produzione di energia idroelettrica; un progetto ulteriore sviluppato in collaborazione dell’Università degli Studi di Parma contempla anche la trasformazione degli spazi interni in sede di un museo delle acque.

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